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Regolamento UE 1079/2012 sull'armonizzazione delle comunicazioni radio

Cos'è questa novità?

Il Regolamento Europeo 1079/2012, riguardante l’armonizzazione delle modalità di comunicazione terra-bordo nell’ambito del cosiddetto “Cielo unico europeo”, sancisce l’obbligo per tutti i velivoli, entro il 31/12/2017, di dotarsi di apparati radio compatibili con la spaziatura dei canali a 8,33 kHz al posto dell’attuale spaziatura a 25 kHz.

Non ho capito niente. Spiegati meglio.

Ogni ente comunica con gli aerei distinguendosi dagli altri enti tramite l’utilizzo di una propria frequenza radio, detta anche “canale”. La “spaziatura” tra i canali è la “distanza”, in termini di frequenza radio, tra due canali consecutivi. Più piccola è questa spaziatura, più canali possono trovare posto in un dato intervallo di frequenze. Il nuovo regolamento UE 1079/2012, in sostanza, impone a tutti l'uso di apparati radio che consentano di restringere la spaziatura dei canali ad un terzo di quella fin qui utilizzata: in questo modo si triplica il numero di canali disponibili, ovviamente per rispondere alle esigenze del crescente traffico aereo in Europa.

Sì vabbe'. Ma a me Socio Aeroclub cambia qualcosa?

Sì. A partire dal 01/01/2014 e fino ad aggiornamento o sostituzione degli apparati radio dei nostri aerei:

  • Non si potranno effettuare voli VFR in spazi aerei in cui le comunicazioni radio già avvengono su canali con spaziatura a 8,33 kHz;
  • Non si potranno effettuare voli in IFR in spazi aerei di classe A, B o C, a prescindere dalla spaziatura con cui vengono effettuate le comunicazioni radio.

Bando alle chiacchiere. In concreto: quali zone dell'Italia non posso più sorvolare?

Considerando che la quasi totalità dei Soci Aeroclub effettua voli secondo le regole VFR, ad oggi nessuno spazio aereo italiano aperto ai voli VFR opera con canali a 8,33 kHz: di conseguenza: perlomeno nel breve termine, PER I VOLI VFR NON CAMBIA NULLA.

Per quanto riguarda i voli IFR, considerando che recentemente molti spazi aerei controllati, perlomeno nei settori alle quote più basse, sono stati portati alla classe D, le zone divenute “off-limits” dovrebbero essere davvero poche, al più quelle maggiormente trafficate (ad esempio alcuni settori del CTR di Malpensa, che restano di classe A).

Raccomandiamo in ogni caso ai Soci che intendessero condurre un volo IFR in territorio italiano di consultare attentamente l’AIP prima di andare in volo, per assicurarsi di non interessare spazi aerei di classe A, B o C.

OK. Ma per l'Estero come siamo messi?

Non siamo a conoscenza per ora di spazi aerei delle Nazioni limitrofe (perlomeno quelle, come Slovenia o Croazia, che sono spesso meta delle nostre gite) che abbiano una classificazione e/o una spaziatura delle frequenze tali da impedirci di impegnarli. Per cui la classica “gita a Lussino” per ora è salva. Anche in questo caso, comunque, data la continua evoluzione a cui stiamo assistendo, si raccomanda una attenta consultazione dell’AIP della Nazione di destinazione se intendiamo pianificare un volo all’Estero.

 

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